Articoli Tecnici







Rarities World: Le Scrostature
di MIG Jimenez


Di questi tempi il modellista medio sente di dover concludere i suoi modelli con un sacco di vernice scrostata, distribuita su tutto il veicolo. La sua motivazione principale è di pensare che se il modello ne presenta una quota sembrerà più invecchiato e, pertanto, più realistico. E questo piccolo effetto si trasforma in una spietata crociata che, in molti casi, si conclude in una grande scrostatura sopra un carro e non il contrario. E, la maggioranza delle volte, il modellista non sa nemmeno quale colore usare, quale forma riprodurre o dove deve essere localizzato questo effetto. Ma proprio questo punto rappresenta la chiave per riprodurre gli effetti di scrostatura, ancora di più di sapere se dobbiamo o meno aggiungerne una quota ai nostri veicoli.
Le scrostature sono come gli anelli interni di un albero, attraverso le quali otteniamo delle informazioni su una autoblindo od un carro. Non si possono mettere delle scrostature arrugginite sulle maniglie di uno Sherman operativo perché, con l’utilizzo da parte dell’ equipaggio, esse non arrugginiscono. Idem per un M113 dato che il suo scafo di alluminio non arrugginisce. Ma le scrostature vanno ben oltre il semplice arrugginimento od una superficie usurata. Le scrostature possono essere riprodotte in una grande varietà di modi: come piccoli punti, graffi longitudinali, scarabocchi etc. Ognuna rappresenta un momento ed un piccolo pezzo di storia di quel veicolo. Pertanto, per prima cosa, bisogna pensare correttamente questo stadio. Dobbiamo partire chiedendoci perché vogliamo riprodurre gli effetti di scrostatura, dove devono essere localizzati e verificarlo con prove grafiche. Che non devono necessariamente provenire dallo stesso veicolo, ma bisogna avere un valido riferimento da seguire. Se si usano delle foto in B&N abbiamo il problema di non sapere quale sia il colore giusto da usare oppure se stiamo osservando una vera scrostatura oppure solo una macchia di grasso o di acqua. Solo l’ esperienza e l’ osservazione di foto equivalenti a colori – per es sono eccellenti quelle della Operazione Desert Storm – ci daranno il modo corretto.
Molti noti modellisti seguono una routine nella creazione delle scrostature. Usano la stessa tecnica meccanica e gli stessi colori su ogni veicolo, senza capire che i materiali e l’ interazione dei colori è diversa in ogni caso. L’ interazione del colore è l’influenza di un colore su un altro, qualcosa che tende ad alterare il risultato finale. Per es una scrostatura in marrone scuro sopra l’ olive drab apparirà quasi invisibile, ma su un veicolo desertico il contrasto lo enfatizzerà facendolo apparire quasi nero. Nella seguente tavola di riferimento che ho preparato ci sono alcuni esempi dei più caratteristici effetti di scrostatura su diversi tipi di superficie.


 



1) quando si vuole rappresentare una sottile scrostatura, causata dalla vibrazione del veicolo o da un graffio leggero, allora possiamo richiamarci a questo effetto primer. La vernice è stata eliminata dallo strato più nuovo ma senza portare alla luce il metallo nudo. In questo caso emergono gli strati precedenti che sono, nella maggioranza dei casi, il primer (rosso, grigio). Ma quasi sempre il veicolo tende ad essere ridipinto con il colore originario e la scrostatura può essere realizzata con una sfumatura più chiara del colore base. Si tratta di un modo semplice per riprodurre l’ effetto vernice e non corriamo grossi rischi per il modello, potendo facilmente correggere. Bisogna prestare attenzione a dove lo riproduciamo e alla forma che dovrà avere. Bisogna evitare delle forme regolari, arrotondate, omogenee o ripetitive. E’ meglio realizzare delle piccole scrostature vicine ad una più grande ed in modo che siano coerenti con la forma del veicolo, un bordo, un volume, un meccanismo di apertura etc. Non le riprodurremo mai su aree nascoste o protette dall’ effetto dei colpi e della frizione.

2) la scrostatura arrugginita è quella più comunemente usata ed i cui risultati sono generalmente piuttosto buoni. Conferisce anzianità ad un veicolo dato che questi tipi di scrostature si manifestano dopo parecchio tempo. Con degli smalti arancioni applicheremo delle scrostature, di dimensioni diverse, arricchendole con alcune linee sottili nella parte sottostante che verranno sfumate con l’ aiuto di un pennello e di un po’ di trementina. Una volta asciutte applicheremo una macchietta centrale di un colore più scuro del precedente arancione. Questo è un esempio molto utile per rappresentare veicoli non funzionanti o abbandonati.

3) questo è la tipica scrostatura profonda che si può osservare sia nel deserto che in Russia. Si tratta di una scrostatura più vecchia se paragonata a quelle precedenti, quindi la si potrà coprire con della polvere od uno strato di fango. Si realizza al contrario delle precedenti. Prima si applica il colore più scuro e poi lo si arricchisce con delle piccole macchie attorno. Dopodichè e sempre al centro, applicheremo del colore arancione più chiaro, ma senza coprire la base più scura ai bordi. Nel deserto i camion Chevrolet mostrano diversi esempi di questo tipo di scrostature. Possono essere realizzate anche con colori più scuri come sulla Pantherturm, in modo da ottenere delle scrostature rugginose ancora umida ma più vecchia. Si tenga a mente che una scrostatura può presentare colori diversi se è secca o ancora fresca, più recente o più vecchia. Una scrostatura nuova e secca apparirà arancione, ma una più vecchia e secca apparirà marrone rossiccia.

4) questo esempio non è una vera scrostatura ma è il prodotto della frizione di oggetti su una superficie impolverata. Si può immaginare un piccolo veicolo, una Horch in Panzer Grey, per es, nella calda estate russa. Il veicolo si impolvera sempre di più ma è costretto a nascondersi in un boschetto. Il sottobosco striscia contro la superficie impolverata e finisce per scrostare la polvere. Anche l’ equipaggio causa queste frizioni e questa usura superficiale. Noi riproduciamo questa azione. I diversi strati che si sovrappongono creano una sorta di trasparenza. Possiamo simulare questo effetto della base grigia applicandola con un pennello sulla polvere.

5) schemi mimetici scrostati. Molte mimetizzazioni sono applicate al fronte. Talvolta con colori di buona qualità oppure con ciò che è disponibile. Questi colori improvvisati non hanno la stessa resistenza di quelli applicati in fabbrica e quindi si scrostano facilmente. Era molto comune sui veicoli alla fine della guerra oppure nelle mimetiche invernali e desertiche. Si possono riprodurre come al passo n.1 usando il colore di base su quello mimetico. In questo es il colore di base è il sabbia e quello mimetico è il verde. Attenzione: tali effetto vanno applicati nelle prime fasi del processo di colorazione, prima di applicare filtri e lavaggi.

6) e alla fine la classica scrostatura diffusa da zio Verlinden durante il suo periodo di maggiore creatività. La scrostatura metallica. Forse è quella più difficile da riprodurre dato che una scelta o applicazione errata rischia di far apparire il nostro modello come un corazzato del 23° secolo di Warhammer. Si ripensi all’ M113 in Vietnam. Nella giungla lo scafo era pesantemente azzannato dal denso sottobosco. L’ equipaggio stava sempre sul tetto del veicolo per evitare le mine e ha controbuito a creare queste superfici lucidate. Possiano tentare di usare una piccola quantità di smalto #382E21 della Humbrol mescolato ad un poco di Olive Drab e poi tracciare direttamente le scrostature. Il risultato, se controllato, può essere eccezionale, ma è meglio stare attenti a non esagerare. Bisognerà cercare di profilare perfettamente gli spigoli. Queste zone presentano delle scrostature molto sottili e lucide. E si ricordi che è molto facile riprodurle con una matita!