18° Reggimento Bersaglieri R.E.Co

Il 18° Reggimento, gia' operante nella Grande Guerra e titolare di una medaglia d’oro al Piave (Fagarè Nov.17-Lug.18) si riformo' nel 1935. Alla fine della campagnia etiopica si riformo' con questo organico :

  • COMANDO e COMPAGNIA Comando
  • LXVIII Battaglione Compagnia Comando con un plotone di autoblindo
  • 1a Compagnia Autoblindata con AB41 su 4 plotoni per un totale di 24 mezzi
  • 2a Compagnia Carri con L6/40 su 4 plotoni per un totale di 26 mezzi
  • 3a Compagnia Carri con L6/40 su 4 plotoni per un totale di 26 mezzi
  • 4a Compagnia Motociclisti
  • LXIX Battaglione Compagnia Comando 
  • 5a Compagnia armata con semoventi 47/32 su 2 plotoni ognuno composto con 10 carri
  • 6a Compagnia autocarrata su 4 plotoni comprensiva di batteria contro-aerea da 20mm

Il 18° Reco fu trasferito nel sud della Francia nei dintorni di Tolone, nel gennaio 1943, in vista di possibili sbarchi nemici, alle dipendenze del XXII corpo col supporto del 372° gruppo di artiglieria da 149/19. Dopo i fatti del 25 luglio 43 fu fatto rientrare a Torino. Gia prima aveva avuto l’organico decurtato della 1° cp blindata che era andata a rinforzare come 7 a cp (VII C.D.A) il 10° Raggruppamento Celere bersaglieri in Corsica. Questo reparto, a livello reggimentale (Col. Ettore Fucci), era costituito con battaglioni distaccati da depositi e reggimenti e messi a disposizione del VII Corpo d’armata in Corsica. La costituzione di questa unità (che non venne mai classificata con numero reggimento, il 10° esisteva ancora), nata all’indomani dell’occupazione della Corsica (nov. 42) ritornerà utile nei frangenti dell’8 settembre 1943, quando tutti i soldati dell’isola, si opporranno all’occupazione tedesca e renderanno libera l’isola ai Francesi. Riparleremo dell’unità e del reparto (10° Raggruppamento Celere) nei capitoli dell’8 settembre. Il 18° alla data dell’Armistizio era invece già rientrato in Italia per essere inserito nell’organico della Div. Corazzata Centauro II ex legionaria CCNN M. costituita dopo la perdita della Tunisia con materiali e mezzi tedeschi. L’8 settembre 1943 il 18° reggimento bersaglieri si trova sui treni in trasferimento, per prendere posizione nel dispositivo di difesa della città di Roma.Alcuni reparti partecipano a scontri contro i tedeschi già a Firenze, al passo della Futa, altri a metà strada o alle porte nord di Roma si uniscono all'Ariete II nella difesa della capitale. Dal penultimo treno, su cui viaggiavano la compagnia comando reggimentale e i servizi, i bersaglieri sbarcarono a Bassano in Teverina presso Orte il pomeriggio dell'8 ricongiungendosi agli altri a Settecamini. L'annuncio dell'armistizio venne dato la sera del 8. Quelli di Firenze, metà della 3 cp. carri L6 e la 4a moto e il LXIX battaglione al completo erano fermi a Firenze. Il pomeriggio del 9 scaricarono i mezzi dal treno e presero parte ai combattimenti del passo della Futa contro i tedeschi. I reparti in Roma nella notte del 9 sbarrarono l'accesso da Tivoli scontrandosi coi tedeschi nella mattinata successiva. Il 18° RECO bersaglieri era infatti inquadrato dalla mattina del 10 nell'Ariete II di Cavalleria che aveva perso il Reco Montebello. Nel pomeriggio con altri elementi della divisione attaccarono i tedeschi a Porta S. Sebastiano, S. Paolo e alla passeggiata Archeologica. Alle 17 il reparto riceve gli stessi ordini e minacce fatte all'Ariete da foglietti lanciati da una cicogna (aereo) tedesca che diceva essere in atto dalle 16 un accordo armistiziale di cessate il fuoco. Ritiratosi a Settecamini subisce un attacco aereo da parte di JU87 e la mattina del 11, col comandante ferito, il reparto si disperde dopo aver sabotato i mezzi.