Piccola raccolta di oggetti appartenuti ad un marcò della San Marco". Possiamo vedere il distintivo da basco (purtroppo danneggiato), la coppia di gladi da mostrina ed il distintivo da petto per l’addestramento in Germania (collezione Waldy –Polonia).



Nella foto sopra si possono vedere alcuni oggetti da scavo, ritrovati in Liguria (nella zona di operazione della "San Marco" da Bruno Chionetti. Partendo dall’alto a sinistra vediamo il distintivo d’onore concesso ai soldati addestrati nei campi in Germania, due leoni da mostrina di dimensioni differenti; in basso da sinistra troviamo tre gladi da bavero: il primo è in lamierino stampato, l’ultimo è un gladio da cappotto.


Giovane allievo ufficiale della divisione "San Marco". Sul basco porta il fregio prescritto per la Marina. Sulla giubba spiccano, oltre alle mostrine pentagonali regolamentari, la filettatura degli allievi, un brevetto da paracadutista (utilizzato anche dai paracadutisti del battaglione "Mazzarini" della G.N.R.), oltre ad un medagliere veramente impressionante, vista la probabile giovane età del marò (collezione Bruno Chionetti).

Altro ritratto di allievo ufficiale della divisione "San Marco". Anch’egli ha sul basco il fregio della Marina, mentre al petto della giubba ha, sulla sinistra, quella che pare essere un’aquila con fascio simile a quella portata dai legionari delle SS Italiane. Sulla taschino destro si vede il distintivo d’onore concesso ai soldati italiani delle quattro grandi unità della R.S.I. che avevano seguito i corsi d’addestramento nei campi in Germania (collezione Bruno Chionetti).

DIVISIONE FANTERIA DI MARINA "SAN MARCO"

UNIFORME

In un primo momento la divisione "San Marco" fu equipaggiato con le vecchie uniformi grigioverdi del REI (giubba con bavero, pantaloni alla caviglia, fasce mollettiere).

Gli alti comandi dell'E.N.R. non vedevano con benevolenza la X MAS temevano il potere di Borghese, che si era formato un esercito personale) e, nel tentativo di sostituirla con la divisione "San Marco", furono emanati ordini affinché l'uniforme di quest'ultima venisse ad essere quasi identica a quella della Decima. Secondo il regolamento l'uniforme, in panno grigioverde, doveva essere composta da giubba modello paracadutista, pantaloni lunghi alla sciatora e maglione girocollo nero.

Questo generò un assoluto caos uniformologico.

I marò della San Marco tentarono di uniformarsi alle disposizioni, con quanto disponibile nei magazzini. Pertanto si possono vedere fanti con l'uniforme del REI, con l' uniforme tipo ""paracadutista", con la nuova uniforme con bavero dell'ENR o con tutte le possibili combinazioni tra le tre tipologie. Non furono utilizzati i maglioni neri, se non in rarissimi casi, in quanto non disponibili presso i fondi militari; in sostituzione furono usate camicie e maglioni grigioverdi e addirittura maglioni... bianchi!

L'equipaggiamento e le buffetterie erano un miscuglio di materiale italiano e tedesco, con una prevalenze di quest'ultimo.

Foto sopra : giacca di un ufficiale della San Marco in panno modello 40, modificata in base al nuovo regolamento del 1944, collo chiuso, spalline rimovibili, relativo indicazione di grado sulle stesse, scudetto Krim, cordoncino/treccia a cui è applicato il fischietto (collezione Riccardo Pantanelli).

COPRICAPI

Da tutti gli appartenenti alla divisione era portato il basco grigioverde (dagli ufficiali superiori spesso anche il berretto rigido), oltre all'elmetto italiano di normale dotazione.

Basco della fanteria di Marina della R.S.I. di un ufficiale, con il fregio e la stelletta di grado ricamati in filo di rayon giallo (collezione Roberto Cacialli ).


DISTINTIVI

I gradi erano quelli della Marina (nonostante la divisione appartenesse all'Esercito) ed erano portati secondo il regolamento della M.N.R. Capita però di vedere in alcune foto marò ed ufficiali con i gradi dell'Esercito.

I distintivi di grado erano spesso riportati anche sul lato sinistro del basco o dell'elmetto; sul fronte di quest'ultimo era stampigliata un'ancora in vernice gialla.

FANTERIA DI MARINA

Sul basco gli ufficiali portavano un fregio ricamato in filo dorato, costituito da un'ancora, inserita in un tondino, fronde di alloro e di quercia ed un'aquila ad ali spiegate, che poggia sulla parte superiore del tondino. La truppa aveva invece un'ancora metallica o in filo giallo o dorato.

Esisteva anche una versione metallica (in zama) del distintivo, in cui l'ancora si trova al centro di un rombo di colore rosso, con il bordo dorato.

Le mostrine erano pentagonali rosse (come per la Decima) in panno, con il leone di San Marco nella parte superiore (in metallo o in canutiglia dorata) ed il gladio metallico nella parte inferiore. Queste mostrine furono mantenute in adozione dalla "San Marco" in quanto le mostrine rosse erano una prerogativa del reggimento "San Marco" già prima dell'Armistizio, nonostante già in uso presso la Decima (che fu costretta a mutare il colore delle proprie in blu). A partire dalla fine del 1944 le mostrine in panno furono sostituite da mostrine metalliche, prodotte in lega d'ottone per fusione e verniciate.

Per l'artiglieria divisionale venne istituito all'inizio del 1944 un distintivo in metallo dorato stampato, da portarsi su entrambe le maniche. Era costituito da un'ancora e da due cannoni incrociati.

Per tutti gli appartenenti alla divisione fu istituito il "tollino", un distintivo tondo in lamiera di piccole dimensioni, da portarsi sulla giubba (taschino sinistro). Era di colore argento e recava, in azzurro scuro, una sagoma del Leone con le ali aperte e la dicitura "IN ONORE VITA" sul libro aperto.

I cacciatori di carri avevano uno scudetto in metallo di guerra verniciato, con fondo verde bordato d'oro, su cui era raffigurato un arco dorato che incoccava una freccia rossa, con sullo sfondo la sagoma di un carrarmato nero. E' chiara la simbologia di quanto raffigurato nel distintivo.

Per i volontari della divisione fu coniato un distintivo da attribuire al termine del primo anno di militanza nella divisione; ne furono infatti distribuiti solo pochi esemplari. Era realizzato in metallo dorato, di forma tonda, con al centro un riquadro verniciato in blu con il Leone ed intorno due motti circolari concentrici su fondo rosso: "VICTORIA TIBI MARCE" e "PER L'ITALIA - VOLONTARIO DIVISIONE SAN MARCO".

GRUPPO ESPLORANTE DIVISIONALE

Provenendo dal II battaglione del 10° reggimento Arditi, questo gruppo ebbe distintivi propri. La mostrina era nera pentagonale; nella parte superiore vi era un teschietto in metallo argentato, in quella inferiore il gladio.

Al basco era cucito un fregio in metallo stampato di colore argento, identico a quello degli Arditi: granata fiammeggiante, con il numero romano "II" e due pugnali incrociati.

Al petto era portato un distintivo raffigurante il Leone, in metallo dorato, verniciato in rosso, per attestare l'appartenenza del Gruppo alla divisione. Alcune fonti affermano che il "leoncino" fosse portato dai soli ufficiali, ma è più credibile che fosse indossato dall'intero G.E.D..

POLIZIA MILITARE

Questo reparto divisionale non ebbe distintivi particolari, ad eccezione della mostrina. Fino all'ottobre '44 la Sezione ebbe un alamaro identico all'alamaro dei Carabinieri (i suoi componenti provenivano in massima parte dall'Arma), composto da mostrina nera rettangolare (stretta e lunga) con un alamaro in filo argentato. Sopra di esso vi era il gladio repubblicano.

Dopo tale data l'alamaro fu abolito, per essere sostituito da una mostrina simile a quella della fanteria di marina, pentagonale, per metà di colore nero (parte inferiore) e per metà di colore rosso (parte superiore), con relativo leone e gladio.

Ritratto di due sottufficiali della divisione "San Marco". Entrambi indossano una giacca modello paracadutista e pantaloni corti alla caviglia con gli stivali (collezione Bruno Chionetti).

Coppia di marò della divisione "San Marco", entrambi con un’uniforme da manuale. Da evidenziare il fatto che ambedue abbiano un cinturone tedesco (collezione Bruno Chionetti).